Nei prossimi giorni saremo in grado di pubblicare qui sul blog il file audio della trasmissione. Per ora ecco quanto riporta il sito del programma Fahrenheit che ha ospitato mia madre… La recensione dé La baracca dei tristi piaceri, Libro del Giorno del noto appuntamento di Rai Radio3.

Così racconta l’anziana Frau Kiesel all’ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all’interno stesso dei campi di concentramento, con l’ipocrita e falsa giustificazione di voler limitare l’omosessualità tra i deportati. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi – spesso veri e propri relitti umani che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall’umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. In questo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più.

(27)

Commenti from ItalyI più recenti I meno recenti I più utili I più votati I meno votati
E’ un bel pugno nello stomaco questo nuovo romanzo della Schneider che tratta due temi tutto sommato marginali rispetto ai soliti quando si parla di nazismo e di campi di concentramento: i bordelli all’interno dei campi di prigionia e il trattamento riservato agli omosessuali. E’ difficile rimanere … Continua
Argomento terribile e sconvolgente…. ma il libro è scritto da cani !!!
Sembra i segreti dei lager non finiscano mai e la storia di Herta ne è la riprova. Una scelta difficile: qualche mese di prostituzione in cambio della libertà, che non arrivò mai. La storia di Herta è affidata a Sveva, scrittrice italiana: una donna racconta a un’altra donna la pena del sesso nel la …Continua
Dopo aver letto metà libro, mi sono soffermata a pensare su cosa sia la giustizia.
E questo libro indirettamente mi ha fatto capire che la giustizia è relativa, non è assoluta, perciò la giustizia non esiste.
Questa più che un commento al libro è un commento alle sensazioni e alle riflessi … Continua
Quella del Sonderbau, il bordello del lager, è un’atrocità nazista di cui non ero minimamente a conoscenza. Nè sapevo che misoginia e omofobia naziste si intersecassero proprio nel Sonderbau, banco di prova dell’(in)efficacia delle "cure" per l’omosessualità di Vaernet.
tema interessantissimo, ma scrittura "scolastica".
Con “La baracca dei tristi piaceri” Helga Schneider affronta una delle pagine meno note, ma non per questo meno terribili, del nazismo: quella delle prigioniere dei lager selezionate per i bordelli costruiti all’interno degli stessi campi di concentramento, sulla base di un perverso disegno nazista … Continua
Dopo "Il rogo di Berlino" e" Il piccolo Adolf non aveva le ciglia", Helga Schneider ci regala un altro capolavoro che testimonia come non ci sia mai fine all’orrore. Assolutamente da leggere!
Una storia agghiacciante. Un velo squarciato, dice il sottotitolo pubblicitario sul Libraio ed è vero. Un velo su un orrore che sembra non avere una fine, il sesso come arma, come sfogo, come test. La disperazione pura e semplice, l’alcoolismo in un mondo che muore di fame.
Peccato per lo stil … Continua
Drammatico e inquietante ma non volgare nè violento.
Mozzafiato nel senso che la crudità delle scene descritte e l’orrore della cattiveria inaudita della realtà dei lager a volte tolgono il respiro. Mi è capitato mentre leggevo di sentire il vuoto dentro provocato dall’incapacità di assimilare così tante crudeltà, il libro parla di una vicenda persona …Continua
Per certe storie bisogna essere preparati, quanto meno immaginare che cosa si va a leggere o almeno sospettare sulla storia e i suoi risvolti . In queso caso non è possibile. La drammaticità del racconto, l’angoscia del chiedersi come sia stato possibile tutto questo, la visione di una dignità dell … Continua
giudizio negativo, non è un documento non è un diario, non è un romanzo, non mi ha detto nulla che non sapessi, non mi ha "toccato", ed è pure una scrittura piatta e noiosa.
Soprattutto sono rimasta spiacevolmente colpita dalla banalizzazione di un argomento così serio e doloroso, è stato il p … Continua