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		<title>LA REPUBBLICA &#8211; 1 marzo 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 15:46:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[LA REPUBBLICA 01 marzo 2011&#160;&#160;&#160; Rosel nell’orrore nazista È un viaggio nelle pieghe della storia quello dei lettori di Helga Schneider. Da sempre attenta alla Germania nazista vista nelle sue lucide e razionali pratiche e ideologie folli, attraverso gli occhi di adolescenti. Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg (Salani), che oggi l’autrice presenterà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3094&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
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<blockquote class="posterous_long_quote">
<h3 style="text-align:center;"><img title="REPUBBLICA" class="aligncenter size-full wp-image-7873" src="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2010/12/REPUBBLICA.JPG" height="215" alt="REPUBBLICA" width="400" /></h3>
<h3 style="text-align:left;">LA REPUBBLICA<br />  01 marzo 2011&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h3>
<h3 style="text-align:left;">Rosel nell’orrore nazista<br />  È un viaggio nelle pieghe della storia quello dei lettori di Helga Schneider. Da sempre attenta alla Germania nazista vista nelle sue lucide e razionali pratiche e ideologie folli, attraverso gli occhi di adolescenti.</h3>
<h3>Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg (Salani), che oggi l’autrice presenterà ai ragazzi delle scuole «Guido Reni» alle 10 nella sala del Silentium di vicolo Bolognetti, è un nuovo tassello di questo viaggio agli inferi per ragazzi. E la Schneider sa come accompagnarli, come raccontare l’orrore senza morboso piacere di terrorizzare. Rosel è un’adolescente orfana di padre e figlia di una donna forte che lavora nell’ufficio del signor Kreutzberg.</h3>
<h3>Un giorno, la madre non può far affidamento sulla persona che si occupa della figlia dodicenne, e la porta in ufficio con sé, dove viene subito adocchiata dal datore di lavoro. È l’inizio del viaggio, durante il quale la madre finirà in prigione per uno strano caso di furto, Rosel verrà portata in un Centro per minori senza genitori, dove si crescono ariani per forgiare tedeschi,e dove incontra un’altra adolescente speciale con storie particolari. Ma è solo l’inizio, presto sarà affidata a Kreutzberg, che siè sposato con una donna già madre, e che si rivela molto diverso dalla persona affettuosa e dolce che sembrava essere.</h3>
<h3>Il viaggio è per i lettori una scoperta continua, come per Rosel: quel mondo, oggi lontano ma contemporaneo in certe dinamiche, si rivela prima di tutto attraverso parole e segni da interpretare, capire, decifrare. Le parole costruiscono un mondo, raccontano prospettive e impongono ideologie. Per fortuna Rosel comincia a capire la falsità che la circonda. E grazie a un corvo capisce che tutto può essere osservato sotto prospettive diverse. Il corvo può essere l’uccellaccio del malaugurio della tradizione europea, ma per gli indiani d’America è l’animale che indica la giusta via agli smarriti e agli indecisi. Il romanzo per ragazzi della Schneider si confronta con argomenti per adulti. E non si sottrae all’angosciosa domanda che la responsabilità impone, ma che l’umano preferisce fuggire: che c’entro io? si chiede Rosel. Una domanda sempre attuale, anche se qui è posta negli anni Trenta.</h3>
<h3>ALBERTO SEBASTIANI</h3>
</blockquote>
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<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3094/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3094&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Schneider, Helga &#8211; La baracca dei tristi piaceri &#8211; La nostra piccola biblioteca</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 10:41:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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<blockquote class="posterous_long_quote"><img src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51N9ij0CHhL._SL500_AA240_.jpg" alt="image" />
<p>TRAMA:<br />&#8220;Stava lì, l&#8217;aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l&#8217;uniforme impeccabile&#8230; Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: &#8220;Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d&#8217;ora in poi farai la puttana per cani e porci&#8221;. Così racconta l&#8217;anziana Frau Kiesel all&#8217;ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all&#8217;interno stesso dei campi di concentramento, con l&#8217;ipocrita e falsa giustificazione di voler limitare l&#8217;omosessualità tra i deportati. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi &#8211; spesso veri e propri relitti umani che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall&#8217;umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. In questo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più.</p>
<p>COMMENTO:<br />E&#8217; inutile dire che il tema è molto delicato,immaginare un&#8217;esile vecchietta che racconta un orribile capitolo della sua giovinezza e che esprime con dure parole i tremendi cambiamenti che inevitabilmente ha subìto il corso della sua vita,mi ha veramente colpita!Le vicende accadute a Buchenwald sono narrate talmente nei dettagli che quasi sentivo il dolore,la paura di quelle donne,di quegli uomini trattati peggio delle bestie e talvolta mi dicevo &#8220;è impossibile che possa esistere tanta tanta cattiveria!!!!&#8221;Eppure sono fatti realmente accaduti e mai raccontati; dopo la chiusura dei campi di concentramento l&#8217;esistenza dei bordelli al loro interno fu messa a tacere perchè nella Germania nazista la prostituzione era considerata reato grave!Quindi oggi è importante affrontare e raccontare anche questo lato &#8220;barbarico&#8221; dei lager e la Schneider lo fa perfettamente!</p>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://libri.forumcommunity.net/?t=43959451">libri.forumcommunity.net</a></div>
</p>
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<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3093/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3093&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>aggiornamento settimanale della Pagina Facebook</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 22:52:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Helga Schneider 345utenti attivi mensilmente10 dalla settimana scorsa 694persone a cui piace la Pagina12 dalla settimana scorsa 17post in bacheca o commenti questa settimana10 dalla settimana scorsa 196visite questa settimana1 dalla settimana scorsa Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3092&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<td><span style="font-size:14px;font-weight:bold;">Helga Schneider</span></td>
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<td><span style="font-size:24px;font-family:arial;">694</span><span style="padding:0 5px;">persone a cui piace la Pagina</span><img /><span style="font-size:18px;font-family:arial;padding-right:2px;">12</span> dalla settimana scorsa</td>
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<td><span style="font-size:24px;font-family:arial;">17</span><span style="padding:0 5px;">post in bacheca o commenti questa settimana</span><img /><span style="font-size:18px;font-family:arial;padding-right:2px;">10</span> dalla settimana scorsa</td>
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<td><span style="font-size:24px;font-family:arial;">196</span><span style="padding:0 5px;">visite questa settimana</span><img /><span style="font-size:18px;font-family:arial;padding-right:2px;">1</span> dalla settimana scorsa</td>
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		<title>Helga Schneider Blog</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 09:15:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari amici, giovani e adulti&#160;lettori, la presentazione del&#160;mio nuovo&#160;libro per ragazzi “Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg” avrà luogo&#160;il&#160;1. marzo 2011 – ore 10.00 – nella sala della&#160;libreria Feltrinelli di&#160;Piazza Ravegnana, Bologna. &#160;&#160; via helgaschneider.net Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3091&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_long_quote"><span style="color:#333399;">Cari amici, giovani e adulti&nbsp;lettori, la presentazione del&nbsp;mio nuovo&nbsp;libro per ragazzi<br />  </span><span style="color:#333399;"><span style="color:#993366;">“Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg”<br />  </span>avrà luogo&nbsp;il&nbsp;1. marzo 2011 – ore 10.00 – nella sala della&nbsp;libreria Feltrinelli di&nbsp;Piazza Ravegnana, Bologna.<br />  &nbsp;</span><span style="color:#333399;">&nbsp;</span><span style="color:#3366ff;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7725" title="rosel 2010.JPG" src="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2010/12/rosel-2010.JPG1.jpg" height="532" alt="rosel 2010.JPG" width="450" /></span></p></blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/">helgaschneider.net</a></div>
</p>
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		<title>Adelphi &#8211; Lasciami andare, madre &#8211; Helga Schneider</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 15:15:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Homepage &#62; Catalogo &#62; Lasciami andare, madre Condividi&#8211;&#62; &#124; condividi Helga Schneider Lasciami andare, madre gli Adelphi 2004, 7ª ediz., pp. 132 pp. 132 &#8211;&#62; isbn: 9788845918438 Letteratura italiana, Testimonianze € 9,00 Risvolto In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3090&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div class="data">
<div class="author-name">Helga Schneider</div>
<div class="title">
<h1>Lasciami andare, madre</h1>
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<div class="book-info">2004, 7ª ediz., pp. 132</div>
<p>  pp. 132</p></div>
<p>&#8211;&gt;
<div class="book-info">isbn: 9788845918438</div>
<div class="book-info">Letteratura italiana, Testimonianze</div>
<div class="book-info bi-price"><span class="price-current">€ 9,00 </span></div>
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<div class="small-title">Risvolto</div>
<div class="text-descriprion">In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?«Verso di lei provo un rancore tenace, ma temo di non avere ancora rinunciato a trovare in lei qualcosa che si salva. Di qui il dubbio: è stata davvero spietata come dice o si mostra irriducibile perché io la possa odiare, liberandomi dell’incubo?». (H. Schneider)                                                                                                                          </div>
<p>  <img src="http://www.adelphi.it/img/line-logo.png" /></div>
<p>&#8211;&gt;
<p /></blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845918438">adelphi.it</a></div>
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		<title>IL GAZZETTINO Online: il quotidiano del NordEst</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 08:32:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA BARACCA DEI TRISTI&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; PIACERI&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; di Helga&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Schneider&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Il dramma&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; delle prigioniere&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; dei lager nazisti scelte&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; per dare&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; vita ai bordelli&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; all’interno&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; degli stessi&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; campi:&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; una verità che Helga Schneider&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; riporta a galla&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; in tutta la sua violenza, in quella deriva dell’umanità. via carta.ilgazzettino.it Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3089&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_long_quote">LA BARACCA DEI TRISTI<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; PIACERI<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; di Helga<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Schneider<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il dramma<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; delle prigioniere<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; dei lager nazisti scelte<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; per dare<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; vita ai bordelli<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; all’interno<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; degli stessi<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; campi:<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; una verità che Helga Schneider<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; riporta a galla<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; in tutta la sua violenza, in quella deriva dell’umanità.</p></blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=2434884&amp;Data=20110128&amp;CodSigla=PG">carta.ilgazzettino.it</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3089/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3089/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3089&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>vivere a pierino: eclissi, storia di donne</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 08:37:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualcuno risponde: —Con gli ufficiali tedeschi? I soldati?—.Niente di tutto questo. Venivano fatte prostituire con il personale di guardia al campo, con gli internati criminali comuni, anche con gli internati ebrei, per aumentarne la produttività, per arginare l&#8217;omosessualità, ed altro.Le prestazioni erano a pagamento (in favore delle casse del campo di prigionia), ma venivano accettati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3080&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div>Qualcuno risponde: —<i>Con gli ufficiali tedeschi? I soldati?</i>—.<br />Niente di tutto questo. Venivano fatte prostituire con il personale di guardia al campo, con gli internati criminali comuni, anche con gli internati ebrei, per aumentarne la produttività, per arginare l&#8217;omosessualità, ed altro.<br />Le prestazioni erano a pagamento (in favore delle casse del campo di prigionia), ma venivano accettati anche dei &#8220;buoni premio&#8221; che i prigionieri maschili ricevevano dalle SS per una &#8220;visita al bordello&#8221;.
<p>Eclissi si ispira al tema della prostituzione forzata che avvenne in alcuni lager nazisti. Ad essa erano costrette donne presenti nei campi di prigionia, internate per motivi di &#8220;diversità sociale&#8221;, ma non ebree. Magari donne che avevano già &#8220;osato&#8221; unirsi ad un uomo di razza ebrea.</p>
<p>Lo spettacolo inizia sul piazzale, nella fredda sera dei giorni della merla. Una guardiana in uniforme di SS seleziona, con grida e metodi violenti le donne di &#8220;Ravensbruck&#8221;, da iniziare al bordello. E&#8217; chiara su cosa andranno a fare, su cosa le aspetta, ma lo pone come un&#8217;opportunità, come una libera scelta, con una serie di promesse. Anche se qualcuna si dichiara comunque disponibile, sarà la guardiana a scegliere e ad imporre chi avrebbe fatto quel lavoro.</p>
<p>Le prescelte entrano nel Sonderbaum, nell&#8217;edificio speciale.<br />La narrazione della storia, ci fa entrare nel Sonderbaum dalla porta di servizio, seguendo l&#8217;iniziazione delle ragazze.<br />Entriamo nel salone della Tinaia, in cui è allestito il dormitorio. Poca luce, violacea, offuscata dal fumo. Noi, gli spettatori, ci ritroviamo al centro della scena, con le ragazze sdraiate sulle loro brande, sistemate lungo le pareti.<br />La guardiana impartisce ordini ed elenca regole. Le sue grida arringano le donne, le esaspera. La violenza verbale si trasforma presto in violenza fisica, anche tra le stesse donne, come se rigettassero sulle stesse sventurate compagne l&#8217;esasperazione di quella situazione, ed il terrore per quello che temono le aspetti.<br />Si azzuffano tra di noi spettatori, che ci spostiamo, seguendo come un&#8217;onda le attrici che si muovono da una parte all&#8217;altra della sala, da una parte all&#8217;altra della scena.</p>
<p>La guardiana sembra mantenere le sue promesse, l&#8217;acqua calda per lavarsi, un pezzo di sapone profumato a testa, lenzuola pulite, e poi uniformi, scarpe con i tacchi e calze, che le ragazze indossano&#8230;<br />—<i>E tra sei mesi verrete congedate</i>—, promette.<br />—<i>Sei mesi passeranno&#8230; presto&#8230;</i>—, pensa (dice) una delle ragazze.</p>
<p>Si cambia scena, il pubblico entra nella &#8220;cameretta di servizio&#8221;, e si dispone lungo la parete, chi seduto, chi in piedi.<br />La luce è concentrata sul letto, dove una delle ragazze si prepara a ricevere il suo primo cliente del suo primo turno. Minimo 10 al giorno sarà il suo programma quotidiano.<br />Alla parete, sopra al letto, il ritratto di Himmler, capo delle SS, ideatore delle &#8220;sonderbauten&#8221;, come a voler essere onnipresente  testimone degli amplessi forzati.<br />Le donne, a turno, si danno il cambio sul letto, raccontano dei propri clienti e raccontano di se stesse. Dell&#8217;orrore per alcune &#8220;larve umane&#8221;, per le sevizie dei più violenti. Mimano gli amplessi. A fine turno la guardiana le manda a lavarsi.<br />Rimasta sola, la guardiana si accende una sigaretta, e si accomoda sul letto di servizio. Si toglie gli stivali per mettersi delle scarpe femminili. Assume una posizione inquietante, tra il soddisfatto e compiaciuto per aver compiuto il proprio dovere, dissacrando quel materasso dallo scopo così macabro, ma rasserenata in volto, con un corpo ora più femminile, sotto gli occhi incorniciati del suo comandante.</p>
<p>La chitarra e la voce di David Murray accompagna il pubblico nella sala successiva, nel refettorio. Dove le donne consumano il loro pasto. Qui le donne mostrano una vicendevole comprensione. </p>
</div>
<div>La guardiana si accorge che una di loro non ha mangiato, e la obbliga a farlo. E&#8217; quello uno dei suoi obblighi principali, le sue prostitute devono mantenersi ben in carne.<br />Le donne escono e la guardiana ha uno scatto d&#8217;ira, scaraventa via i resti del pasto, e si siede, silenziosa e sola, quasi se si fosse piegata al peso di quel lavoro.
<p>La storia si conclude in una stanza piena di luce, è la sala d&#8217;attesa per i clienti, ed alcune ragazze li stanno aspettando.<br />Lo spettacolo è finito, noi usciamo dall&#8217;ingresso principale.<br />Abbiamo fatto a ritroso, un viaggio in questo gorgo di inumana violenza. Abbiamo mosso lo sguardo dentro questa storia architettonica e drammatica al tempo stesso, lungo un percorso forzato, violento anche se tenero in molti istanti. Abbiamo vissuto, a fianco a loro, la realtà infernale della storia di queste giovani donne, molte delle quali, altro non potevano fare, per estraniarsi da ciò che le stava dilaniando fisicamente e mentalmente, se non scegliere di farlo da sole, consapevolmente, affogandosi nell&#8217;alcol, che veniva dato loro dalla guardiana &#8220;per scaldarsi le budella&#8221;.</p>
<p>L&#8217;uomo, &#8220;il cliente&#8221;, sebbene continuamente menzionato per tutta la rappresentazione, è assolutamente assente dallo spazio scenico.</p>
<p><a href="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/img_3943.jpg"><img src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/img_3943.jpg?w=300" border="0" alt="" style="display:block;text-align:center;cursor:hand;height:143px;margin:0 auto 10px;" /></a><br /><a href="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/img_3944.jpg"><img src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/img_3944.jpg?w=300" border="0" alt="" style="display:block;text-align:center;cursor:hand;height:143px;margin:0 auto 10px;" /></a><br />Mi fermo a parlare con Firenza Guidi, le parlo di due miei dubbi. Uno, il primo, me lo toglie subito, nessuna veniva &#8220;congedata&#8221; dopo sei mesi. Le più venivano rispedite a Ravensbrück, dopo pochi mesi, affette da malattie veneree.</p>
<p><a href="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/img_3945.jpg"><img src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/img_3945.jpg?w=300" border="0" alt="" style="display:block;text-align:center;cursor:hand;height:267px;margin:0 auto 10px;" /></a></p>
</div>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://aurelio-vivereapierino.blogspot.com/2011/01/eclissi-storia-di-donne.html">aurelio-vivereapierino.blogspot.com</a></div></p>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3080/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3080/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3080&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Helga Schneider, L&#8217;usignolo dei Linke , Adelphi, Milano 2004</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 15:44:42 +0000</pubDate>
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<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3079/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3079/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3079&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>MET &#8211; ECLISSI: L’ULTIMA FATICA DI FIRENZA GUIDI IN ANTEPRIMA AI RAGAZZI DELL’ISTITUTO “CHECCHI”</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 15:42:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Esordio stamani a Fucecchio per “Eclissi”, il dramma teatrale ispirato al libro di Helga Schneider La baracca dei tristi piaceri e al volume Le donne di Ravensbruck, che raccoglie le tristi testimonianze di prigioniere italiane durante la seconda guerra mondiale. Scritto e diretto da Firenza Guidi, “Eclissi” narra la storia delle prime dieci donne protagoniste [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3078&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<blockquote class="posterous_long_quote">Esordio stamani a Fucecchio per “Eclissi”, il dramma teatrale ispirato al libro di Helga Schneider La baracca dei tristi piaceri e al volume Le donne di Ravensbruck, che raccoglie le tristi testimonianze di prigioniere italiane durante la seconda guerra mondiale. Scritto e diretto da Firenza Guidi, “Eclissi” narra la storia delle prime dieci donne protagoniste dell’inaugurazione del bordello di Buchenwald. Tra le ragazze internate nei campi di concentramento, le più gradevoli e carine venivano attirate con la falsa promessa di essere liberate dopo sei mesi, durante i quali avrebbero goduto di trattamenti di favore: acqua calda, sapone, biancheria pulita, cibo.
<p>  Un tema scottante che si salda con la giornata della memoria, appena trascorsa. Questa mattina per la prima assoluta, ad apprezzare il sensibile sforzo della Guidi sono stati i ragazzi della quinta Professionale dell’Istituto “Checchi”.  </p>
<p>  Lo spettacolo si è svolto a Parco Corsini, dove sono state ricostruite le camere da letto delle prigioniere, la sala d’attesa dei clienti, le camerette di servizio per i clienti e quant’altro e fatte vivere dalle bravissimi attrici: Laura Bencini, Roberta Geri, Mynah Marie, Lisa Moras, Giusi Paganelli, Marianna Rosati, Michal Sagi, Lisa Savini, Elisa Selmi e Chiara Turini. Tutte figure femminile sulla scena, o meglio sulle scene, malgrado il tema che richiama frequentemente il cliente, e quindi la figura maschile, che invece non prende parte fisicamente all’atto.   </p>
<p>  La rappresentazione oltre agli spettacoli mattutini organizzati per gli studenti dell’Istituto Checchi di Fucecchio e delle scuole superiori del Circondario Valdelsa il 28 e 29 gennaio, sarà aperta a tutti, nei giorni di sabato 29 e domenica 30 gennaio alle ore 18 e 21.    </p>
<p>  “Il Comune di Fucecchio,  attraverso l’importante esperienza del Centro Il Frantoio e la direzione di Firenza Guidi  &#8211; dice l’assessore alla cultura Sara Matteoli – ha deciso di coinvolgere gli studenti delle scuole superiori in una ricorrenza significativa come il Giorno della Memoria. Consentire ai giovani di “rivivere”, attraverso uno spettacolo, uno dei momenti più bui della storia dell’umanità crediamo sia un modo appropriato per renderli consapevoli di quanto, non molti decenni fa l’uomo si sia potuto macchiare di crimini così gravi”.</p>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=86416">met.provincia.fi.it</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3078/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3078&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 13:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[via helgaschneider.net Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3075&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2010/12/thea-heike.JPG">helgaschneider.net</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3075/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3075/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3075&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>STELLE DI CANNELLA DI HELGA SCHNEIDER</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/27/stelle-di-cannella-di-helga-schneider/</link>
		<comments>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/27/stelle-di-cannella-di-helga-schneider/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 19:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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<p>di <strong><em>Elisabetta Bolondi</em></strong></p>
<p>David e Fritz, con i loro gatti, il nero Koks e la candida Muschi, sono due ragazzini di undici anni che vivono in un quartiere benestante di Berlino nel 1932; attigua alla loro c&#8217;è la villa dell&#8217;architetto Winterloh, il cui figlio, Berty, è fidanzato con la sorella di David, Lene, che non è ebrea perchè nata da un precedente matrimonio di sua madre Jutta. Nell&#8217;anno che va dal natale 32 alla fine del 33 tutto cambia in Germania: la presa di potere di Hitler , la discriminazione e poi persecuzione degli ebrei segnano la vita delle tre famiglie che l&#8217;autrice ci descrive nella loro quotidianità. Tutto succede con grande lentezza ma inesorabilmente: dapprima minacce, poi scritte infamanti, poi percosse segnano la storia dei Korsakov, i genitori di David, mentre lo stesso ragazzo subirà proprio dal suo più caro amico, Fritz, le vendette più atroci. Egli infatti, arruolatosi nella gioventù hitleriana, ha assorbito rapidamente il veleno di quelle insane teorie trasformandosi rapidamente in un piccolo mostro. Grande pacatezza nel raccontare l&#8217;orrore della trasformazione della Germania in un luogo di tortura per tutti i nemici del Reich da parte di questa scrittrice, già autrice dello splendido.         Il rogo di Berlino, che ci regala un romanzo adatto a ragazzi che non sanno la portata della tragedia della shoah ma che possono comprenderne le devastanti teorie attraverso l&#8217;amicizia distrutta dei due ragazzi protagonisti della storia</p>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.ventonuovo.eu/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4026:stelle-di-cannella-di-helga-schneider&amp;catid=89:monnaelisa-a-cura-di-elisabetta-bolondi&amp;Itemid=128">ventonuovo.eu</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3074/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3074&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Berlino 2009 – insieme a Renzo riflessioni improvvisate dentro il monumento all’olocausto &#8211; Helga Schneider Blog</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/26/berlino-2009-%e2%80%93-insieme-a-renzo-riflessioni-improvvisate-dentro-il-monumento-all%e2%80%99olocausto-helga-schneider-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 20:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlino 2009 – insieme a Renzo riflessioni improvvisate dentro il monumento all’olocausto &#160;&#160; &#160; via helgaschneider.net Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3073&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
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<blockquote class="posterous_long_quote">
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#666699;">Berlino 2009 – insieme a Renzo riflessioni improvvisate dentro il monumento all’olocausto</span></h2>
<h2 style="text-align:center;" />
<div style="color:#666699;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/26/berlino-2009-%e2%80%93-insieme-a-renzo-riflessioni-improvvisate-dentro-il-monumento-all%e2%80%99olocausto-helga-schneider-blog/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TFu4UzeJ5GY/2.jpg" alt="" /></a></span>&nbsp;&nbsp;</div>
<p><span style="color:#008000;">&nbsp;</span><br />
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#008000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7682" title="rimini2006" src="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2010/12/rimini20061.JPG" height="314" alt="rimini2006" width="250" /></span></h2>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/">helgaschneider.net</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3073/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3073/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3073&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quotidiano online della provincia di Savona: Savona: ‘Prima del Temporale’ in scena per il Giorno della Memoria</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/25/quotidiano-online-della-provincia-di-savona-savona-%e2%80%98prima-del-temporale%e2%80%99-in-scena-per-il-giorno-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 22:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Per l’occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria Giovedì 27 (repliche 28 e 29) gennaio 2011&#160; presso la Cantina Teatrale di Savona andrà in scena ‘Prima del Temporale’. Lo spettacolo teatrale è prodotto e interpretato dalla compagnia dei Cattivi Allievi e tratto dai testi di Bertold Brecht e Helga Scheider, regia e adattamento di Annapaola [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3072&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Per l’occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria Giovedì 27 (repliche 28 e 29) gennaio 2011&nbsp; presso la Cantina Teatrale di Savona andrà in scena ‘Prima del Temporale’. Lo spettacolo teatrale è prodotto e interpretato dalla compagnia dei Cattivi Allievi e tratto dai testi di Bertold Brecht e Helga Scheider, regia e adattamento di Annapaola Bardeloni, effetti sonori di Marco Delpiazzo e assistenza tecnica di Jacopo Marchisio.   </p>
<p>Quando sta&nbsp; per arrivare un temporale, l’aria cambia. Cambiano gli odori, la densità, cambiano perfino i rumori; ma prima di capire che bisogna aprire un ombrello, cercare un riparo, cambiare strada si aspettano almeno le prime gocce d’acqua&#8230; e a volte è già tardi. Bertolt Brecht in “Miseria e paura del Terzo Reich” (come suonerebbe una traduzione più osservante rispetto al consueto Terrore e misera del Terzo Reich) ci racconta un paese già malato, già perduto, già corroso, ma non ancora cosciente dell’arrivo di una reale tempesta. ‘Prima del Temporale’ è un omaggio a un grande maestro del teatro, alla sua sapienza e coscienza.&nbsp;‘Prima del Temporale’ racconta che esiste sempre un tempo in cui si ha ancora la possibilità di prendere un ombrello, cercare un riparo, cambiare strada. Basta saper vedere, lasciarsi leggere.   </p>
<p>Il testo di Brecht è suddiviso in quadri. Una carrellata di sconfitti, di ultimi, di gente che lotta o che ha smesso di lottare, di “normalità” assurde, di esseri che si trasformano nel risultato della propria paura&#8230; raccontati da Brecht per gridare al mondo, dall’esilio, cosa sta accadendo nel suo Paese. La “cornice” in cui questo spettacolo racchiude la successione dei quadri – quadri ove cui gli attori, di volta in volta, raccontano situazioni, persone, personaggi diversi &#8211; è la storia di una donna. Una qualsiasi. Travolta da un temporale che sconquassa la vita e il futuro.&nbsp; Sono le parole di Helga Schneider&nbsp; a parlarci del poi, di quando quello che sembrava impossibile è già accaduto: e i suoi segni rimangono tatuati sui corpi, nelle anime, nella Storia per troppo tempo.</p>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.savonanews.it/2011/01/25/leggi-notizia/argomenti/eventi-spettacoli/articolo/savona-prima-del-temporale-in-scena-per-il-giorno-della-memoria.html">savonanews.it</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3072/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3072/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3072&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ReMa2007net.tk</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Zazie news &#8211; L&#8217;almanacco dei libri per ragazzi: C&#8217;era un corvo appollaiato sul ramo</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/25/zazie-news-lalmanacco-dei-libri-per-ragazzi-cera-un-corvo-appollaiato-sul-ramo/</link>
		<comments>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/25/zazie-news-lalmanacco-dei-libri-per-ragazzi-cera-un-corvo-appollaiato-sul-ramo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 15:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/25/zazie-news-lalmanacco-dei-libri-per-ragazzi-cera-un-corvo-appollaiato-sul-ramo/</guid>
		<description><![CDATA[via zazienews.blogspot.com Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3067&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<a href='http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/25/zazie-news-lalmanacco-dei-libri-per-ragazzi-cera-un-corvo-appollaiato-sul-ramo/zazie-news-lalmanacco-dei-libri-per-ragazzi-cera-un-corvo-appollaiato-sul-ramo-2/' title='Zazie news - L&#039;almanacco dei libri per ragazzi: C&#039;era un corvo appollaiato sul ramo'><img width="100" height="150" src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/rosel-e-la-strana-famiglia-jpg.jpeg?w=100&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="Zazie news - L&#039;almanacco dei libri per ragazzi: C&#039;era un corvo appollaiato sul ramo" title="Zazie news - L&#039;almanacco dei libri per ragazzi: C&#039;era un corvo appollaiato sul ramo" /></a>
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<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://zazienews.blogspot.com/2011/01/cera-un-corvo-appollaiato-sul-ramo.html">zazienews.blogspot.com</a></div></p>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3067/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3067&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sfogliando: Recensione: &#8220;Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg&#8221; di Helga Schneider</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/24/sfogliando-recensione-rosel-e-la-strana-famiglia-del-signor-kreutzberg-di-helga-schneider/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 10:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_long_quote">
<div class="separator" style="clear:both;text-align:center;"><a href="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/2998218.jpg" style="clear:left;float:left;margin-bottom:1em;margin-right:1em;"><img src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/2998218.jpg?w=135&#038;h=200" border="0" height="200" width="135" /></a></div>
<p>Titolo: <b>Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg</b><br />  Autore: <b>Helga Schneider</b><br />  Editore: <b>Salani</b><br />  Data uscita: <b>4 novembre 2011</b><br />  Pagine: <b>216</b><br />  Prezzo: <b>13,00 euro</b>
</p>
<blockquote><div style="text-align:justify;"><i>È una ragazzina bellissima. Purtroppo. Perché Rosel è figlia di una  vedova sola, nella Germania degli anni Trenta. La mamma lavora dal  signor Kreutzberg, che è sempre così cattivo con i dipendenti, e così  gentile con Rosel. Secondo la mamma, troppo gentile. Ed è anche molto  potente: quando la mamma gli intima di finirla con le sue eccessive  attenzioni, le tende una trappola e la fa rinchiudere in prigione. Rosel  finisce in un Centro statale per l&#8217;infanzia abbandonata. Il Centro è un  luogo orribile, dove si pratica l’“arianizzazione forzata” dei bambini:  come Henrike &#8211; vero nome: Zita -, bambina polacca strappata alla sua  famiglia. Ma la detenzione di Rosel non dura a lungo. Kreutzberg si è  sposato con una donna che ha già un figlio, e ottiene l&#8217;affidamento di  Rosel. Per la ragazzina, quella che sembra una liberazione diventa la  più amara delle scoperte. La strana famiglia del signor Kreutzberg! Non  sempre, però, è la crudeltà dei potenti a trionfare. Sicuramente non  stavolta.</i></div>
</blockquote>
<p>    <b><br />  </b>  </p>
<div style="text-align:justify;"><b>RECENSIONE: &#8220;Ora ascoltami bene, cara ragazza&#8230;Tu sei cresciuta come un ramo sghembo, e per poterti drizzare dobbiamo prima spezzarti.&#8221;</b></div>
<p />
<div style="text-align:center;"><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" height="10" width="10" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" height="10" width="10" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" height="10" width="10" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_0.gif" height="10" width="10" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_0.gif" height="10" width="10" /> </div>
<p />
<p />
<div class="user_review_container">
<p />
<div style="text-align:justify;">Le aspettative che mi hanno portata all&#8217;acquisto di questo libro non  sono state deluse, anche se la storia ha presentato dei risvolti  particolari che davvero non sospettavo. <br />  Siamo nella Germania del  1939, Rosel ha dodici anni circa e vive con la madre Edeltraud,  impiegata nella ditta del signor Kreutzberg. L&#8217;uomo viene descritto come  un capo severo e spesso ingiusto, che rimprovera sempre la madre di  Rosel e la costringe a fermarsi al lavoro più del dovuto. Poi un giorno,  durante le vacanze scolastiche, Edeltraud si vede costretta a portare  la figlia con sè in ufficio, per non lasciarla sola a casa. Il signor  Kreutzberg, invece di alterarsi, sembra quasi compiaciuto della cosa e  mostra fin da subito un grande interesse per la piccola che, conquistata  dai modi insolitamente gentili e premurosi dell&#8217;uomo, arriva  addirittura a chiamarlo &#8220;zio&#8221;. Kretuzberg comincia così a frequentare la  casa dove madre e figlia vivono, aspetta Rosel fuori dalla scuola e  l&#8217;accompagna a casa, le regala una cartella nuova e molte altre  cose&#8230;arrivando addirittura a comprarle degli orecchini d&#8217;oro. <br />  <a name="more"></a><br />  La  madre è preoccupata dall&#8217;interesse che l&#8217;uomo sembra nutrire nei  confronti della figlia, benchè lui più volte sostenga di voler in  qualche modo sopperire alla mancanza di una figura paterna per Rosel.  Alla fine Edeltraund chiede al suo datore di lavoro di rompere qualsiasi  contatto con Rosel. Kreutzberg se la prende a male, e qualche giorno  dopo la donna finirà agli arresti: seppur innocente, verranno infatti  ritrovati in casa sua alcuni importanti fascicoli dell&#8217;azienda e lei  sarà accusata di spionaggio. Incastrata e condotta in prigione,  Edeltraund non ha più modo di occuparsi della piccola Rosel, che finisce  in un Centro per ragazzi rimasti soli. <br />  La descrizione del Centro  mi ha inizialmente sorpresa, cosa che accade anche a Rosel: le stanze  sono ampie, calde, pulite e soleggiate, il cibo abbondante e persino più  buono di quello a cui è abituata (a quel tempo solo i più benestanti  potevano ancora permettersi alimenti come burro, uova e carne). Due cose  saltano all&#8217;occhio alla piccola Rosel: tutti i bambini hanno occhi  azzurri, pelle chiara e capelli biondi. Inoltre, quasi in contrasto con  le tante comodità di cui i ragazzini possono disporre, si avverte un clima  estremamente teso. I ragazzini sono infatti sottoposti a una ferrea  disciplina, c&#8217;è un&#8217;ossessione quasi maniacale verso la pulizia e  l&#8217;igiene della persona, ogni forma di debolezza &#8211; anche il semplice  pianto di un bambino &#8211; viene castigata severamente. Vista l&#8217;indole  vivace, curiosa e un poco ribelle di Rosel, gli scontri &#8211; e le punzioni &#8211;  certo non mancano. Al Centro conosce Henrike, ragazzina con la quale  prima si scontra pesantemente, ma che poi diverrà sua amica. La storia  di Henrike mette in dubbio tutto quanto Rosel ha appreso a scuola sulla  Germania nazista e sul Fuhrer. Scopre così che la Germania ha invaso la  Polonia, e non viceversa, e che ragazzini polacchi come Zyta (il vero  nome di Henrike), selezionati sulla base di caratteristiche fenotipiche,  sono stati sottratti alle loro famiglie e portati in Germania con  l&#8217;intento di creare una generazione &#8220;perfetta&#8221;. La stessa Rosel, proprio  per via del suo aspetto, viene classificata dai medici del Centro come  &#8220;ariana di classe A&#8221;. Entra quindi nuovamente in scena il sig.  Kreutzberg, che nel frattempo ha sposato una donna vedova e con un  figlio sedicenne, e propone alla piccola di andare a vivere a casa sua  mentre la madre sconta i quattro anni di reclusione a cui è stata  condannata. Rosel accetta entusiasta, ma una volta giunta a casa di  Kreutzberg deve fare i conti con l&#8217;amara verità: lui è molto diverso  dall&#8217;uomo gentile e simpatico che ricordava, detesta il figliastro e  maltratta la moglie, considerandola alla stregua di una sguattera. Il  figlio della donna sembra vivere malissimo l&#8217;intera situazione: odia  Kreutzberg e non perdona a sua madre di essere succube del marito. Sarà  proprio la crescente insofferenza di Rosel nei confronti dell&#8217;uomo &#8211; che  manifesta attenzioni sempre più sgradevoli e ambigue nei confronti  della piccola &#8211; ad avvicinarla al ragazzo. Da quel punto in avanti la  situazione andrà precipitando, per poi trovare una lieta conclusione,  per quanto davvero particolare.<br />  Quello di Helga Schnider è un libro  che si legge alla svelta e con interesse. C&#8217;è una sintesi che sembra  fare da sfondo all&#8217;intero romanzo: non ci sono descrizioni inutili o  conversazioni noiose. Tutto quanto riportato è necessario, il superfluo  non esiste. Questo fa si che l&#8217;interesse del lettore rimanga alto,  pagina dopo pagina, con l&#8217;insistente curiosità di sapere cosa accadrà  dopo. <br />  I personaggi vengono delineati in modo rapido e incisivo,  l&#8217;autrice non si dilunga su nessuno, eppure si ha l&#8217;impressione di  conoscerli molto bene. Lo stile è scorrevole, senza intoppi o  distrazioni. Tutto mi è sembrato ben calibrato, insomma. Le curiosità  vengono soddisfatte, le verità spiegate&#8230;è una storia scritta con cura e  che non lascia alcuna ombra dietro di sè. <br />  A rendere il romanzo  decisamente particolare è la figura di un corvo che la piccola Rosel  conosce da tempo. Battezzato Salamander, la piccola si prende a lungo  cura della sua ala ferita e lo considera una specie di amico. L&#8217;amicizia  si interromper il giorno in cui Salamander ferisce (volontariamente o  meno) Rosel sul collo. Questo avviene prima dell&#8217;inizio della storia  narrata. Salamander farà la sua ricomparsa al Centro, e seguirà poi  Rosel anche a casa del sig. Kreutzberg (che nutre una sorta di fobia nei  cofronti degli uccelli). Il ritorno del corvo è per Rosel una grande  gioia, ora che la sua vita è stata completamente stravolta. Ciò che mi  ha lasciata perplessa è il fatto che nel finale il libro assume le  caratteristiche di una favola (Salamander parlerà infatti a Kreutzberg,  intimandogli di cambiare). Allucinazione o meno, la cosa poi si ripete  nelle ultimissime pagine, portando l&#8217;intera storia a una conclusione  forse fin troppo rapida. <br />  Davvero singolare quindi la scelta di  mischiare due aspetti così lontani in un unico libro, dove i tratti  tipici delle favole s&#8217;intrecciano a un racconto che fa leva su  un&#8217;ambientazione storica decisamente reale. Dovrebbero stridere, e per  certi versi lo fanno. Il risultato però non è affatto negativo. E&#8217;  solo&#8230;strano. Originale. <br />  Tre stelline piene per un libro che &#8211;  perplessità e stranezze a parte &#8211; ha rappresentato sicuramente  un&#8217;interessante e piacevole lettura. Tra i miei propositi letterari c&#8217;è  senz&#8217;altro quello di leggere altri libri di quest&#8217;autrice.</div>
</div>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.sfogliando.com/2011/01/recensione-rosel-e-la-strana-famiglia.html">sfogliando.com</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3064/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3064/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3064&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Libreria delle Donne: La baracca dei tristi piaceri</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2011/01/23/libreria-delle-donne-la-baracca-dei-tristi-piaceri/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 17:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Helga Schneider Salani 2009€ 14,00 In questo libro le parole ci graffiano fino a lacerarci la pelle, il dolore penetra nelle viscere e nelle ossa, martella nel cervello, invade il nostro cuore e tutto il nostro corpo.Ricordare è straziante, ma necessario. Per questo Herta Kiesel, un’anziana signora tedesca, racconta alla giovane Sveva, scrittrice di successo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3061&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_long_quote"><a href="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/baraccatristigrande.jpg"><img src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2011/01/baraccatristigrande.jpg?w=164" border="0" alt="" style="float:left;cursor:pointer;height:200px;margin:0 10px 10px 0;" /></a>
<div style="font-weight:bold;">
<p>Helga Schneider</p>
</div>
<p>Salani 2009<br />€ 14,00</p>
<p />
<p>In questo libro le parole ci graffiano fino a lacerarci la pelle, il dolore penetra nelle viscere e nelle ossa, martella nel cervello, invade il nostro cuore e tutto il nostro corpo.<br />Ricordare è straziante, ma necessario. Per questo Herta Kiesel, un’anziana signora tedesca, racconta alla giovane Sveva, scrittrice di successo, la sua storia.<br />Arrestata a Berlino nel 1943 perché fidanzata con un giovane per metà ebreo, Herta viene internata nel campo femminile di Ravensbrück. Con la promessa di essere liberata da lì a sei mesi, la ragazza accetta di essere trasferita al bordello di Buchenwald, il Sonderbau, “edificio speciale”.<br />Qui SS tedesche e prigionieri possono, al prezzo di due marchi, usufruire dei servizi delle giovani donne.<br />A Buchenwald ha il suo laboratorio anche il dottor Carl Vaernet, conosciuto soprattutto per la sua “cura dell’omosessualità”, che sul corpo delle donne e dei “triangoli rosa” misura la &#8220;virilità” del regime.<br />Per anni Herta Kiesel è rimasta in silenzio, sotto il peso del tormento e della vergogna.<br />Nella Germania nazista la prostituzione era giudicata, per motivi di igiene razziale, un grave reato punibile con la reclusione. Ciò non impedì a Heinrich Himmler di ordinare la costruzione di dieci bordelli nei grandi campi di concentramento, dove prigioniere prelevate soprattutto dal lager femminile di Ravensbrück furono costrette alla prostituzione cotta. Dopo il 1945 l’esistenza di questi bordelli fu messa a tacere. Solo recentemente la Germania si è svegliata da questo oblio, affrontando ciò che per decenni era rimasto un tabù.</p>
<p>Helga Schneider è nata in Polonia e ha vissuto in Germania e in Austria. Dal 1963 risiede in Italia.<br />Oltre a <span style="font-style:italic;">La baracca dei tristi piaceri</span> ha pubblicato <span style="font-style:italic;">Porta di Brandeburgo</span>, <span style="font-style:italic;">Il rogo di Berlino</span>, <span style="font-style:italic;">Lasciami andare madre</span>, <span style="font-style:italic;">L’usignolo dei Linke</span>, <span style="font-style:italic;">Io, piccola ospite del Führer</span>. Con <span style="font-style:italic;">Stelle di cannella</span> ha vinto il Premio Elsa Morante ragazzi 2003.</p>
<div style="text-align:right;">marinella m.</div>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://libreriadelledonnefirenze.blogspot.com/2011/01/la-baracca-dei-tristi-piaceri.html">libreriadelledonnefirenze.blogspot.com</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3061/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3061/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3061&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Comunicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 17:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Per problemi di salute che necessitano prolungati accertamenti, nell’ambito di “Ad alta voce 2010″ promosso da Coop Adriatica, in data 16 ottobre ore 10.00 a Villa Baruzziana, Bologna, purtroppo Helga Schneider non potrà essere presente per leggere brani dal libro di Wladyslav Szpilman: “Il pianista”. via helgaschneider.net Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3060&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_medium_quote">Per problemi di salute che necessitano prolungati accertamenti, nell’ambito di “Ad alta voce 2010″ promosso da Coop Adriatica, in data 16 ottobre ore 10.00 a Villa Baruzziana, Bologna, purtroppo Helga Schneider non potrà essere presente per leggere brani dal libro di Wladyslav Szpilman: “Il pianista”.</p></blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/">helgaschneider.net</a></div>
</p>
</div>
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<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3060/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3060/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3060&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Untitled</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 18:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[http://books.google.it/books?id=BeY9QVjqeUYC&#038;lpg=PA2&#038;dq=Helga%20Schneider&#038;pg=PA1&#038;output=embed Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3059&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><a href="http://books.google.it/books?id=BeY9QVjqeUYC&#038;lpg=PA2&#038;dq=Helga%20Schneider&#038;pg=PA1&#038;output=embed">http://books.google.it/books?id=BeY9QVjqeUYC&#038;lpg=PA2&#038;dq=Helga%20Schneider&#038;pg=PA1&#038;output=embed</a></p>
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<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3059/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3059&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Untitled</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 15:22:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Helga SchneiderPromuovi anche tu la tua pagina Filed under: Helga Schneider<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3058&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<p><a href="http://www.facebook.com/HelgaSchneider.paginaufficiale" title="Helga Schneider" target="_TOP" style="font-family:lucida grande,tahoma,verdana,arial,sans-serif;font-size:11px;font-variant:normal;font-style:normal;font-weight:normal;color:#3b5998;text-decoration:none;">Helga Schneider</a><br /><a href="http://www.facebook.com/HelgaSchneider.paginaufficiale" title="Helga Schneider" target="_TOP"><img src="http://badge.facebook.com/badge/68558668920.2661.2092212965.png" height="223" alt="" style="border:0;" width="120" /></a><br /><a href="http://www.facebook.com/business/dashboard/" title="Crea il tuo badge!" target="_TOP" style="font-family:lucida grande,tahoma,verdana,arial,sans-serif;font-size:11px;font-variant:normal;font-style:normal;font-weight:normal;color:#3b5998;text-decoration:none;">Promuovi anche tu la tua pagina</a></p>
</p></div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3058/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3058&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Helga Schneider Blog</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 04:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Non ti dimentico, Elisa Springer di Helga Schneider &#160; Ricordo la dolcezza del suo sorriso. Quando nel 1997&#160;ci invitarono entrambe ad una conferenza a Matera, io non la conoscevo ancora e mi dissi: “Chissà cosa penserà di me, della figlia di un’aguzzina di Auschwitz che aveva collaborato come volontaria all’eliminazione degli ebrei. Quindi anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3053&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_long_quote">
<h3 style="text-align:center;"><cite><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.mneo.tv/Pagine-di-una-vita---La-storia-di-Helga-Schneider---Terza-Parte-0-0-0-0-162.html" target="_blank"><em><img title="Pagine di una Vita 3" src="http://helgaschneider.files.wordpress.com/2010/06/pagine-di-una-vita-31.jpg?w=223&#038;h=123&#038;h=123" height="123" alt="" width="223" /></em></a></span></span></cite></h3>
<h3>&nbsp;<br />  <span style="color:#993300;">Non ti dimentico, Elisa Springer<br />  </span><span style="color:#993300;">di Helga Schneider<br />  </span>&nbsp;<br />  Ricordo la dolcezza del suo sorriso. Quando nel 1997&nbsp;ci invitarono entrambe ad una conferenza a Matera, io non la conoscevo ancora e mi dissi: “Chissà cosa penserà di me, della figlia di un’aguzzina di Auschwitz che aveva collaborato come volontaria all’eliminazione degli ebrei. Quindi anche lei, come ebrea, in quel Lager avrebbe dovuta essere eliminata col gas…”</h3>
<p>  &nbsp;  Elisa mi accolse nella hall dell’albergo con una frase amichevole e rassicurante: “Non ti preoccupare, tu eri bambina durante il nazismo e sei stata una vittima di quel regime come me. Tu non sei come tua madre, non c’entri con le sue scelte. Su, andiamo a mangiare, ho fame.” Nacque così un’amicizia sincera, struggente.</p>
<p>  &nbsp;  Lei di solito mi chiamava a un’ora tarda. Diceva nella nostra comune madrelingua: “Wie geht es Dir, mein Schatz?” Come stai, tesoro mio?</p>
<p>  &nbsp;  Durante l’anno che l’avrebbe portata a morte, Elisa e io compimmo un giro di conferenze nel nord Italia. Era inverno, c’era la neve. Ma, luogo dopo luogo, lei proseguiva con la forza delle madri che hanno visto morire un figlio adorato prima di loro, sentendo l’irrinunciabile dovere di continuare il compito di lui.<br />  Silvio, figlio di Elisa, era medico e ricercatore nell’ambito degli esperimenti criminali eseguiti dai medici delle SS nei campi di sterminio nazisti; pratiche disumane e di nessuna utilità per la scienza ufficiale.</p>
<p>  &nbsp;  Non avrebbe senso per me ripetere notizie su Elisa Springer, se ne possono trovare decine e decine su Internet. Era una scrittrice e una delle ultime protagoniste della Shoah sopravvissute ai Lager nazisti come Auschwitz, Bergen Belsen e Therezin.<br />  Non voglio nemmeno parlare dei suoi libri: stampa, radio e&nbsp;televisione hanno dedicato loro ampio spazio.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Desidero ricordarla come amica, affettuosa e materna.</p>
<p>  &nbsp;  La rammento, come se fosse ieri, nelle fermate d’urgenza sull’autostrada e nei vari Hotel delle nostre tappe serrate. Aveva già un cancro che la divorava. Le avevano asportato buona parte dell’intestino e viaggiava con il “sacchetto” attaccato che la umiliava costringendola a soste forzate. Una sera in albergo mi chiamò e disse: “Sai, di solito ho vergogna di chiedere certe cose,&nbsp;ma ho un problema con il sachetto… per favore, aiutami.”<br />  Risolsi l’impasse e pensai che difficilmente avrei amata con un tale, ammirato affetto un’altra donna come lei.</p>
<p>  &nbsp;  Elisa Springer é morta nel Settembre del 2004. RaiTre riuscì in extremis a girare il nostro documentario che commosse mezza Italia.</p>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/">helgaschneider.net</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3053/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3053&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Helga Schneider Blog » INEDITO SCHNEIDER</title>
		<link>http://helgaschneider.wordpress.com/2010/09/17/helga-schneider-blog-%c2%bb-inedito-schneider/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 16:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo decenni ho saputo dove é seppellita mia nonna, l’unica figura femminile di riferimento che abbia mai avuto. Tratto dal libro inedito di Helga Schneider: “Dall’asilo per poveri a un posto chiamato Moulin Rouge” Genere autobiografico (foto mia nonna – 1946 circa) Entrammo in un grande atrio dal pavimento in parquet chiaro molto curato. Lungo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3052&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
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<blockquote class="posterous_long_quote">
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6607" title="i miei vent'anni.JPG" src="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2010/08/i-miei-ventanni.JPG.jpg" height="559" alt="i miei vent'anni.JPG" width="350" /></p>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#666699;">Dopo decenni ho saputo dove é seppellita mia nonna, l’unica figura femminile di riferimento che abbia mai avuto.</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#666699;">Tratto dal libro inedito di Helga Schneider:<br />  </span><span style="color:#993300;">“Dall’asilo per poveri a un posto chiamato Moulin Rouge”<br />  </span><span style="color:#666699;">Genere autobiografico</span></h3>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#666699;">(foto mia nonna – 1946 circa)</span></h3>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#666699;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6608" title="mia nonna" src="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2010/08/mia-nonna.JPG" height="419" alt="mia nonna" width="300" /></span></h3>
<p><span style="color:#666699;">Entrammo in un grande atrio dal pavimento in parquet chiaro molto curato. Lungo un muro erano disposti vari divani e tavolini rettangolari. Notai una signora piuttosto in là con gli anni che sferruzzava a una sciarpa azzurra. Invece due vecchi, capelli candidi e vestiti come se dovessero andare a una festa, disputavano una partita a scacchi.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Siegfried disse: “Vai tu, la visita riguarda solo te e tua nonna. Io ti aspetto qui.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Prima di salire ai piani superiori dovevo obbligatoriamente passare per un ufficio nel quale c’era un’addetta che mi domandò da chi volessi andare. Dissi il nome della nonna. Lei volle sapere anche il mio. Ed ecco la sorpresa. La donna, sfogliando una manciata di appunti, annunciò che non era autorizzata a farmi passare. Sentii il sangue salirmi alla testa, ero sicura che c’entrasse mio padre! Ma non ero disposta a rinunciare.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">La guardai dritto negli occhi, una cinquantenne ossuta dalla bocca sottile e la faccia polverosa di cipria, e dichiarai con un tono fermo ma duro: “Non esiste motivo al mondo per il quale io non possa andare a trovare mia nonna!”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">L’altra rispose, imbarazzata: “Abbiamo… ehm… ricevuto disposizioni da parte di suo padre in base alle quali noi non…” Ne ebbi abbastanza.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Io sono incensurata!”, esclamai, furiosa, “cittadina di questo paese e ho ogni diritto di incontrare mia nonna! Ma se intende impedirmelo mi rivolgerò alla polizia.” Mi stupivo di me stessa, in genere non ero affatto così sicura di me.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">La donna mi guardò fissa, perplessa. </span><span style="color:#666699;">“Einen Moment, bitte”, e consultò una cartella.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Sua nonna non sta molto bene”, asserì infine in tono professionale. “La sua cardiopatia è peggiorata. Non sopporta la minima emozione. Lei capisce che…”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“E’ lei che deve capire! O mi fa passare o mi rivolgerò a chi di dovere. Sono una cittadina perbene, io. Non avete alcun diritto di trattarmi in questo modo!”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Bitte, favorisca un documento.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Lo esaminò e me lo restituì. Poi, con un sospiro di rassegnazione, indicò le scale: “Secondo piano, stanza ventotto.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Sbucai in un lungo corridoio con una teoria di finestre che davano su una vicina striscia di bosco. Ripresi fiato, ora l’emozione mi serrava la gola. Infine cercai il numero ventotto ed entrai.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">C’era una persona curvata sopra un corpo, e quando si drizzò vidi che era quello della nonna.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Buon giorno…” , mi sorrise, accennò alla paziente e disse: “Le ho aggiustato i cuscini. Mi scusi… lei chi è?”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Sono la nipote.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Helga?”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Si.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Ah, bene. Sua nonna parla spesso di lei. Ma che bello! Posso?”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Prese in consegna il mio cestino di fiori e lo sistemò su un tavolino.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Allora la affido a lei”, fece ed uscì.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">La nonna era sistemata su un sedile a schienale ribaltabile e aveva gli occhi chiusi. Sembrava così sottile e inconcepibilmente vecchia! Mi si straziò il cuore.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Tutto a un tratto mi guardò, l’espressione incredula. Mi avvicinai e posai la guancia contro la sua che sentivo fredda e molle. Rabbrividii. Fino all’età matura aveva avuto le guance tonde e sode sotto gli zigomi distanti dei suoi tratti inconfondibilmente slavi, mentre ora sembrava che l’intera faccia avesse perso consistenza. Mi staccai e avvicinai una sedia.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Come stai, nonna?” Dall’emozione la mia voce parve rinsecchita, roca.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Ti aspettavo, bambina mia”, rispose.”Tuo padre ha detto che ormai mi avevi dimenticata, ma non volevo credergli.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Nelle sue parole non c’era alcun rimprovero, solo la pena di un’incertezza che doveva averla addolorata.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Nonna, come potrei dimenticarti?”, protestai con trasporto. “Non devi pensarlo mai, mai!”<br />  </span><span style="color:#666699;">Avrei voluto aggiungere che lei fosse la persona che più amavo al mondo, ma non volevo essere patetica.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Ti ricordo sul lago…”, lei disse lentamente e ora nello sguardo affiorò una luce viva: “Nuotavi e ti tuffavi come un ragazzo. E avevi sempre fame. Tu e tuo fratello vi incontrate ogni tanto, non è vero?”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Certamente”, mentii, “anche se ora meno di frequente perché mi sono trasferita a Vienna.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Per fare l’attrice…”, annuì con un filo di perplessità.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Ci ho rinunciato”, spiegai. “Ora voglio solo scrivere.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Che il cielo ti aiuti”, pronunciò con infinito affetto. “Mi auguro che a breve troverai un editore che pubblichi il tuo libro.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Le sue parole erano ricolme di una così vibrante speranza che risposi: “L’ho già trovato, nonna! Uscirà fra cinque o sei mesi.”<br />  </span><span style="color:#666699;">Il rimorso per la bugia fu mitigato dall’espressione di immensa gioia che lessi sul suo volto.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Ho sempre saputo che un giorno saresti diventata una scrittrice”, disse, e una lacrima le scivolò lungo la guancia vuota. “Sono fiera di te, bambina mia.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Le si abbassarono le palpebre e per un poco non parlò.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Ebbi dei flash di memoria. La ricordavo giungere come una furia dalla Polonia a Berlino dopo aver saputo che nostra madre ci aveva abbandonati per arruolarsi nelle SS. Rimase con me e mio fratello per un anno, avendo cura di noi con incessante impegno e dedizione. Con le sue storie e le fiabe della Foresta nera ci fece dimenticare per qualche momento la guerra, la fame e il fatto che la capitale andava in pezzi. Infine la sua precipitosa partenza in seguito alla decisione di papà di sposare Fräulein Ursula. La nonna non concepiva l’idea che, in seguito alle nozze lampo, nostro padre sarebbe tornato al fronte lasciandoci affidati a una moglie troppo giovane e inesperta come madre ed educatrice per noi bambini.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Peter non è ancora venuto a trovarmi”, ora la sentii dire, dispiaciuta. “Forse ha molto da studiare…”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“E’ così”, mentii. “Ma mi ha detto che lo farà presto, nonna!”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Lei annuì e non capivo se mi credeva.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Ogni tanto vai a dare un saluto al nonno?”, domandò dopo un po’. Intendeva la sua tomba. La rassicurai:&nbsp; “Ci sono stata anche di recente. Gli ho portato delle rose.” Quante pietose bugie…</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Come sta il rosaio?”, si informò. “Il nonno se ne occupa sempre, non è vero?” Stava perdendo il senso del tempo e della realtà.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Certamente… darà bellissime rose in primavera.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Primavera…”, ripeté con il tono di chi vede un concetto scivolare così lontano da non poterlo più afferrare. Allora si rifugiò in una memoria lontana e perduta.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Il podere in Polonia era piccolo e c’era la moria delle oche… no, forse delle pecore… ma il nonno aveva seminato il grano e piantato un roseto che difendeva con i denti e le unghie dai nazisti che calpestavano e distruggevano ogni cosa…” Fece un gesto vago, stanco.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Erano i loro anni nella Polonia dura, povera, aggredita e depredata dagli sgherri di Hitler.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Quel vecchio brontolone…”, continuò, sorridendo con tenerezza. “E pensare che ho litigato col nonno per una vita intera eppure…”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Chiuse gli occhi e cercò la mia mano. Gliela strinsi con tutto l’amore che sentivo per lei.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">“Che Dio ti benedica, ragazza mia. Continua a essere coraggiosa come lo sei sempre stata. Forte, corretta e onesta. Hai sangue prussiano nelle vene, non smentirlo mai. E’ un bene, tesoro mio, è un vantaggio, uno scudo che ti proteggerà. Non dimenticarlo.”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Tutto a un tratto mi fissò in un modo così straziante come se il suo sguardo volesse aggrapparsi al mio. Poi il suo corpo fu scosso da piccoli sussulti e il respiro si fece rantoloso. Mi spaventai. C’era un campanello e pigiai il bottone.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">La donna di prima entrò e mi invitò cortesemente ad uscire. Esitai, </span><span style="color:#666699;">disperata. Non potevo andarmene senza aver salutato la nonna! Ma lei premeva: “Abbia pazienza, signorina, sta arrivando il medico!”</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Abbandonai la stanza con le gambe che tremavano. Non mi permisero più di rientrare.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Dovetti rassegnarmi. Scesi dabbasso. Lasciai il numero del mio Hotel e pregai l’addetta di chiamare se le condizioni della nonna fossero peggiorate.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">———————–</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Circa una settimana dopo il portiere del mio Hotel&nbsp;mi passò la notizia del suo decesso. Richiamai la struttura. Mi comunicarono che i familiari avevano già provveduto alla sepoltura. Non seppero dirmi il luogo.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Rinunciai a chiedere per quale motivo avessi avuto le informazioni con tanto ritardo. Avrebbero risposto che si erano attenuti alle disposizioni di mio padre.</span></p>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/?page_id=6606">helgaschneider.net</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3052/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3052&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il 16 ottobre ore 10.00 a Villa Baruzziana, Bologna Helga Schneider leggerà brani dal libro di Wladyslav Szpilman “Il pianista”</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 07:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 9 a Venezia, venerdì 15 a Cesena, e a Bologna sabato 16 ottobre tornerà l’appuntamento, promosso da Coop Adriatica, che da sempre coniuga cultura e solidarietà a sostegno del progetto Ausilio Cultura. Sarà un’edizione doppiamente “Memorabile” perché festeggerà il decennale richiamando gli ospiti più prestigiosi a riflettere con le loro letture sul significato di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3051&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote class="posterous_long_quote">
<p><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><span style="font-weight:bold;"><span style="color:#800000;">Sabato 9 a Venezia, venerdì 15 a Cesena, e a Bologna sabato 16 ottobre</span></span> <span style="color:#666699;">tornerà l’appuntamento, promosso da Coop Adriatica, che da sempre coniuga cultura e solidarietà a sostegno del progetto Ausilio Cultura. Sarà un’edizione doppiamente <span style="font-weight:bold;">“Memorabile”</span> perché festeggerà il decennale richiamando gli ospiti più prestigiosi a riflettere con le loro letture sul significato di “memoria/e”, ed in particolare sulla memoria dei luoghi che diverranno quest’anno protagonisti di Ad alta voce<br />  Infatti urbanisti, storici dell’arte, architetti e filosofi – tra cui&nbsp; Silvia Evangelisti, Andrea Emiliani, Philip Rylands, Pier Luigi Cervellati, introdurranno ogni singolo evento con una personale “narrazione” dello spazio che lo ospita, spesso inconsueto o alternativo alla fruizione culturale,&nbsp; per valorizzarlo o per offrire di quelli noti e consueti una “lettura” nuova ed originale.<br />  </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#800000;font-size:x-small;"><strong>Il 16 ottobre ore 10.00 a Villa Baruzziana, Bologna<br />  </strong></span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#800000;font-size:x-small;"><strong>Helga Schneider leggerà brani dal libro di Wladyslav Szpilman “Il pianista”.&nbsp;</strong></span></span></span></p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">Il mio nuovo libro esce in ottobre…&nbsp; </span></h3>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;"><img class="size-full wp-image-6729   aligncenter" title="das neue buch.JPG" src="http://www.helgaschneider.net/wp-content/uploads/2009/09/das-neue-buch2.JPG2.JPG" height="507" alt="das neue buch.JPG" width="250" /></span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">&nbsp;</span><strong><span style="color:#800000;font-size:small;">Salani Editore<br />  </span></strong>&nbsp;<br />  <span style="color:#666699;"><strong>Gruppo Editoriale Mauri Spagnol S.p.A.<br />  Via Gherardini, 10 – 20145 Milano (Italia) – Tel. +390234597650</strong> </span></h2>
<h2>  </h2>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><strong><span style="color:#666699;">È una ragazzina bellissima. Purtroppo. Perché Rosel è figlia di una vedova sola, nella Germania degli anni Trenta. La mamma lavora dal signor Kreutzberg, che è sempre così cattivo con i dipendenti, e così gentile con Rosel. Secondo la mamma, troppo gentile. Ed è anche molto potente: quando la mamma gli intima di finirla con le sue eccessive attenzioni, le tende una trappola e la fa rinchiudere in prigione. Rosel finisce in un Centro statale per l’infanzia abbandonata. Il Centro è un luogo orribile, dove si pratica l’“arianizzazione forzata” dei bambini: come Henrike – vero nome: Zita -, bambina polacca strappata alla sua famiglia. Ma la detenzione di Rosel non dura a lungo. Kreutzberg si è sposato con una donna che ha già un figlio, e ottiene l’affidamento di Rosel. Per la ragazzina, quella che sembra una liberazione diventa la più amara delle scoperte. La strana famiglia del signor Kreutzberg! Non sempre, però, è la crudeltà dei potenti a trionfare. Sicuramente non stavolta.<br />  </span></strong></span></div>
</p>
<div style="text-align:left;"><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><strong><span style="color:#666699;">Parlando del passato ci troviamo nel presente…<br />  Malgrado la vicenda narrata risalga a decenni fa, racconta e fa riflettere su difetti e virtù della natura umana che travalicano il tempo e il progresso, e sono più che mai attuali.</span></strong></span></div>
</p>
<div style="text-align:left;"><span style="color:#000000;"><strong><span style="color:#666699;">Gli argomenti sono spinosi, ma trattati con un linguaggio adatto ai giovanissimi:</span></strong></span></div>
<div style="text-align:left;"><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><strong><span style="color:#666699;">La morbosa attrazione di uomini maturi per le ragazzine.<br />  La manipolazione delle menti.<br />  La solitudine dei piccoli privati della protezione parentale.<br />  I conflitti nelle famiglie allargate.<br />  La violenza in famiglia e sulle donne.<br />  Il malessere sociale, così come si manifestava nella Germania della dittatura hitleriana.</span></strong></span></div>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.helgaschneider.net/">helgaschneider.net</a></div>
</p>
</div>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://helgaschneider.wordpress.com/category/helga-schneider/'>Helga Schneider</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/helgaschneider.wordpress.com/3051/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/helgaschneider.wordpress.com/3051/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3051&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ReMa2007net.tk</media:title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 07:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>

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		<title>&#8220;Un uomo di nome Stefania&#8221; di Renzo Samaritani, l&#8217;autore ne parla con la mamma, Helga Schneider</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 20:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R&#38;M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Helga Schneider]]></category>
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		<category><![CDATA[Interviste e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[da www.HelgaSchneider.tk in questa ipotetica copertina (poi ne scegliemmo un’altra): Sofia Mehiel e Renzo Samaritani Intervista Ciao Renzo. Ho letto le bozze di stampa del tuo libro “Un uomo di nome Stefania”. Nomini spesso S. Lazzaro dove non sei nato, ma dove sei cresciuto… - Ho molti ricordi di S. Lazzaro: Diana la cagnolona che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=helgaschneider.wordpress.com&amp;blog=1049746&amp;post=3043&amp;subd=helgaschneider&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>in questa ipotetica copertina (poi ne  scegliemmo un’altra):</p>
<p>Sofia Mehiel e Renzo Samaritani</p>
<p>Intervista</p>
<p>Ciao Renzo. Ho letto le bozze di stampa del  tuo libro “Un uomo di nome Stefania”. Nomini spesso S. Lazzaro dove non  sei nato, ma dove sei cresciuto…</p>
<p>- Ho molti ricordi di S. Lazzaro: Diana la  cagnolona che mi seguiva come se fossi suo padroncino, l’amica Claudia  che all’epoca era una ragazzina e aveva scelto come unico amico del  cortile me… Ora anche lei é madre. E’ passato tanto tempo… Tu invece  cosa ricordi di S. Lazzaro?</p>
<p>Ad esempio che lavoravo part-time come  corrispondente di lingue in un’azienda che costruiva serbatoi di  stoccaggio per petrolio ed altri materiali, gli stabilimenti si  trovavano ad Ozzano dell’Emilia. Raggiungere ogni giorno il posto di  lavoro presentava qualche difficoltà, perché la distanza era notevole,  ma dovevo farcela, visto che il mio mezzo stipendio serviva anche alla  nostra piccola economia domestica.</p>
<p>- Vedo anche da questo ricordo che la vita per  te non é mai stata facile…</p>
<p>No, non lo è stata. Avevamo lo sfratto ed  eravamo piuttosto preoccupati. Ora non ricordo bene in quali enti od  uffici presentammo la domanda per ottenere un alloggio in locazione, ne  avevamo il diritto in quanto sottoposti a provvedimento esecutivo di  sfratto, ed entrammo in una lunga lista d’attesa. Un giorno accadde il  miracolo e ci comunicarono che ci avrebbero assegnato un appartamento a  Bologna. Increduli e euforici andammo a vederlo. Firmammo il contratto e  traslocammo.</p>
<p>- Eravamo molto felici per questa svolta della  nostra vita…</p>
<p>E’ vero. Ti iscrissi all’Istituto  Professionale Fioravanti e la vita riprese un corso normale. Da Bologna  potevo servirmi del pullman per Ozzano e tutto si era semplificato.</p>
<p>- E la scrittura?</p>
<p>Il fatto che ho sempre scritto, in qualunque  luogo e in qualsiasi situazione, mi sembra così scontato che ho  tralasciato di farne menzione. Avevo anche offerto due romanzi a diversi  editori, ma furono rifiutati.</p>
<p>- Ma hai sempre continuato…</p>
<p>Io scrivo fin dall’adolescenza, prima in  lingua tedesca e poi in lingua italiana, ma per decenni con il più  solenne insuccesso.</p>
<p>- Tuttavia hai dimostrato una costanza  ammirevole…</p>
<p>Si, ma anche in altre cose. A Bologna ad  esempio tu ed io cominciammo a trasmettere nelle radio libere, ero  affascinata da questo nuovo mezzo di comunicazione. Tu ti occupavi della  regia tecnica e io intrattenevo gli ascoltatori. Era divertentissimo.  Facevamo “la notte” e a volte cominciavamo alle nove di sera e  terminavamo alle sette del mattino. Ci telefonavano tutti gli insonni di  Bologna, i non vedenti, le persone sole, nonne e nonnini,  taxisti e  infermieri, insomma, i nottambuli. Maurizio “dai capelli ribelli” stava  al centralino che era sempre intasato. Ci intervistò anche il Carlino,  ne fummo molto fieri.</p>
<p>- Mi sembra idilliaco…</p>
<p>Poi venne il brutto. Una sera vidi tuo padre  tornare dal lavoro con la faccia e il collo gonfi. Mi spaventai, la cosa  non mi piacque per niente. Il giorno dopo andammo dal nostro medico di  famiglia. Lui tranquillizzò mio marito e ordinò gli esami di rito. Ma  risultò quasi subito un cattivissimo cancro ai polmoni.</p>
<p>- Si, lo ricordo con angoscia…</p>
<p>Cominciò così il suo calvario: radioterapia e  diversi cicli di chemio con i soliti, brutali, terrificanti effetti di  tossicità: nausea, astenia, perdita dei capelli, valori del sangue  sconvolti. Graduale decadimento morale e fisico. Crescente dolore.  Qualità di vita disumana. Mio marito aveva 47 anni. Praticava  regolarmente lo sport, aveva un fisico forte e allenato. Nove mesi di  malattia lo avevano ridotto a una larva d’uomo. Dopo l’intervento della  biopsia mi aveva detto: “Se scoprono qualcosa di brutto – non dirmelo  mai.” Non glielo dissi e finsi per tutto il tempo della malattia. Gli  ripetevo che aveva una forte anemia, ma che le cure lo avrebbero  lentamente guarito. Lo accompagnai, mentre entrava e usciva  da tutti  gli ospedali di Bologna, alla morte. Ne avevo la possibilità, perché  dopo un anno di soggiorno nella nuova casa, l’azienda per la quale  lavoravo era fallita.</p>
<p>- Vedere papà con i capelli caduti a causa  della chemio mi impressionò moltissimo.</p>
<p>Lui trascorse il periodo finale della malattia  all’ospedale Maggiore. Devo dire che c’erano medici meravigliosi, non  permisero che mio marito fosse anche distrutto dal dolore. Trascorsi al  suo capezzale molte notti. “Fare la notte” all’ospedale è faticoso,  sfiancante. Si sta seduti su una sedia e il tempo sembra fermo. Un  giorno tornai a casa per fare la doccia e preparare il solito cambio di  biancheria per lui – quando suonò il telefono: se ne era andato. E lo  sai cosa fu la prima cosa che pensai sentendo la notizia? “Dio, ti  ringrazio.” Il resto fu il normale seguito di un decesso: burocrazia,  funerale, burocrazia e produzione di documenti e certificati…</p>
<p>- Dopo che successe? Beh, lo so, ma racconta…</p>
<p>Mi trovai senza lavoro, senza soldi, con  l’affitto da pagare e un figlio da mantenere. Allora andai a stirare  camicie in un lavasecco.</p>
<p>- Devo ammettere che non ti stavo molto  vicino… forse perché ero ancora molto giovane.</p>
<p>Tu aspettavi la chiamata per il servizio  militare, anzi, il servizio civile. Durante i nove mesi, mentre seguivo  tuo padre nei vari ricoveri, tu avevi  conosciuto il movimento degli  Hare Krishna e avevi cominciato a frequentare il loro tempio a  Castelmaggiore. Un giorno ti proposero di occuparti della loro radio,  RKC Bologna, e poiché eri appassionato di radio libere, accettasti.  Purtroppo accettasti anche di trasferirti nel loro tempio. Successe dopo  il funerale di tuo padre. Mi ribellai, mi informai in questura se mio  figlio potesse vivere in un tempio, ma mi dissero che un maggiorenne  aveva ogni diritto di scegliere il proprio domicilio e la religione che  più lo convinceva. Ero impotente. Tu restavi là per due anni finché una  mattina molto presto ti ripresentasti a casa, molto dimagrito e  indossando strani vestiti. Eri cambiato, non ti riconoscevo. Facevi  ragionamenti che non riuscivo a condividere e sostenevi concetti che  trovavo estranei, incomprensibili, proiettati in un mondo arcaico che  non aveva nulla a che vedere con quello in cui stavamo vivendo.  Cominciarono discussioni, malumori, un abisso sempre più grande, alla  fine un’incompatibilità insuperabile. Te ne andasti di nuovo, rancoroso e  inconciliabile. Per vent’anni evitasti ogni contatto con me e fra noi  si creò un divario che ad un certo punto sembrava incolmabile. Ne  soffrivo molto, ma ancora una volta mi sentivo impotente.</p>
<p>- Si, é una storia triste fra un figlio e una  madre. Nel frattempo tu cosa facevi?</p>
<p>Stiravo camicie, collaboravo con una radio  libera e scrivevo. Mi rifiutarono due o tre romanzi. Finché un allora  ancora piccolo editore, Pendragon di Bologna, mi pubblicò “La bambola  decapitata”, un libro di pura fiction. Mi intervistò un giornalista  della Stampa, Gabriele Romagnoli, con l’intenzione di dedicare alcune  frasi al libro, ma quando mi chiese da dove venivo, gli raccontai di  essere cresciuta a Berlino durante il nazismo, che mia madre mi aveva  abbandonata a 4 anni per fare la guardiana nei campi di sterminio, che  avevo visto Hitler nel suo bunker sotto la Nuova cancelleria – allora  lui disse: “Se ciò che mi hai raccontato é vero – d’ora in poi scrivi di  questo!” Al mattino trasmettevo dalla radio, intervistando i politici  bolognesi, nel pomeriggio stiravo camicie al lavasecco e alla sera  scrivevo “Il rogo di Berlino”. Quando lo terminai come sempre ne feci  stampare delle copie e le spedii ai vari editori, ma curiosamente anche  ad un agente di Milano, Bernabò. Che mi chiamò proponendo di gestire il  testo. E accadde un altro miracolo: lo accettò niente di meno che  l’editore Adelphi. E la mia vita cambiò.</p>
<p>- Complimenti, é la favola di Cenerentola…</p>
<p>Da qui in poi la tua storia é di dominio  pubblico. “Il rogo di Berlino” fu un caso letterario, arrivarono le  interviste per i giornali, le apparizioni televisive, le edizioni per le  scuole, gli innumerevoli inviti di incontrare gli studenti, conferenze e  convegni, viaggi in Italia e all’estero, e  altri due libri pubblicati  dalla stessa Adelphi, ma anche da Rizzoli, Einaudi e Salani. Le  traduzioni dei tuoi libri in quindici lingue estere, e il music drama  “Lasciami andare madre” scritto insieme a Lina Wertmüller e messo in  scena con gli attori Roberto Herlitzka e Milena Vukotic con grande  consenso di critica e strepitoso successo di pubblico. E’ davvero  notevole quanto hai ottenuto in soli 15 anni di carriera letteraria.  Sai, quando un giorno lessi sul Corriere che tu avevi scritto un libro  che era considerato un ‘caso letterario’: “Il rogo di Berlino”, mi venne  un colpo. Ci incontrammo e ti rimproverai di aver raccontato la verità  su tua madre, membro della Waffen SS e guardiana ad Auschwitz Birkenau, a  tutta l’Italia, tranne che a me! Il fatto che tutti sapessero di questa  mia nonna “mostro” mi metteva a disagio. Ce l’aveva di nuovo con te.</p>
<p>Nel frattempo avrai capito che io sono “altro”  da mia madre?</p>
<p>- Per me é ancra un problema… Comunque, grazie  di questa chiacchierata.</p>
<p>Forse giova ripetere il titiolo del tuo libro  in uscita in questi giorni…</p>
<p>- Il titolo è: Un uomo di nome Stefania</p>
<p>E questa ipotetica copertina?</p>
<p>- Fu una delle tante proposte. Alla fine  scegliemmo un’altra.</p>
<p>FINE</p>
<p>da www.HelgaSchneider.tk</p>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 20:21:45 +0000</pubDate>
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